I Butchart Gardens: un viaggio tra storia e fiori

I Butchart Gardens, nati da una cava abbandonata, sono oggi un poema di fiori e colori che cambia con le stagioni. Ogni bulbo, ogni rosa racconta una storia di bellezza e cura. Un luogo magico dove gli amanti della natura possono perdersi e lasciarsi incantare.

Dott. Nicolò Simonetto

10/21/2025

I Butchart Gardens: un viaggio tra storia e fiori

Se amate i fiori e i giardini spettacolari, i Butchart Gardens, sull’isola di Vancouver vicino a Victoria (Canada), sono un luogo che sembra uscito da una fiaba. La loro storia comincia nel 1904, quando Jennie Butchart decise di trasformare una cava di calcare ormai esaurita – che riforniva di materiale l’impianto di cemento del marito – in un giardino. Anno dopo anno, con pazienza e creatività, quella che era una ferita nel paesaggio divenne il cuore verde della proprietà: il celebre Sunken Garden, oggi una delle aree più fotografate del parco.

La passione di Jennie per l’arte del giardinaggio non si fermò lì. Nacquero così altri spazi tematici: il Japanese Garden, con i suoi ponti in legno e le lanterne di pietra che creano un’atmosfera meditativa; l’Italian Garden, elegante e simmetrico, ricavato sul vecchio campo da tennis; e il Rose Garden, un tripudio di profumi e colori, che oggi ospita ben 280 varietà di Rose. Ancora oggi, la gestione del parco è nelle mani della famiglia Butchart, che continua a rinnovare e arricchire i giardini stagione dopo stagione.

Oggi i Butchart Gardens si estendono su oltre 22 ettari e accolgono centinaia di migliaia di visitatori ogni anno, pronti a sborsare 42 $ per poter ammirare le meraviglie di questo posto. Ma il vero spettacolo è il ritmo delle fioriture, studiato al millimetro per offrire un colpo d’occhio diverso in ogni mese. In primavera, più di 300.000 bulbi vengono piantati per garantire un’esplosione di colore: 160.000 Tulipani in 191 varietà, 80.000 Narcisi in 92 varietà e circa 60.000 Giacinti, Crochi e Fritillarie, distribuiti in 88 varietà. A completare il quadro ci sono Magnolie, Ciliegi ornamentali, 280 varietà di Rododendri e oltre 40 varietà di Peonie.

In estate, l’aria profuma di Rose: archi coperti di rampicanti, aiuole di Rose antiche e moderne e un mare di Begonie, Fucsie, Dalie e Ortensie. In totale, vengono messe a dimora circa 265.000 piante annuali ogni anno, che trasformano i giardini in una tavolozza viva e mutevole. Con l’autunno arrivano i toni caldi del foliage e i Crisantemi, che accompagnano il visitatore verso l’inverno, quando il parco si fa più intimo ma resta sorprendente, grazie a sempreverdi, Ellebori, Daphne e qualche fioritura precoce che annuncia la primavera successiva.

Dietro le quinte dei Butchart Gardens

Pochi sanno quanto lavoro ci sia dietro un giardino così perfetto. Nei mesi di alta stagione il parco impiega oltre 600 persone, un vero esercito verde che scende a circa 290 in inverno. Tra questi ci sono una cinquantina di giardinieri a tempo pieno e una ventina di stagionali che si occupano dei grandi cambi di stagione: piantare, sostituire e mantenere in salute centinaia di migliaia di piante.

Il cuore produttivo del parco sono le 26 serre, dove ogni anno vengono fatte germogliare più di 188.000 piante da seme, oltre a migliaia di talee e piccole piantine. È un lavoro minuzioso: le 265.000 annuali estive vengono piantate a mano, una per una, per garantire disegni floreali sempre nuovi.

Passeggiando nei giardini, ci si imbatte anche in specie rare e sorprendenti. La Davidia involucrata, chiamata “Albero dei fazzoletti”, stupisce per le sue brattee bianche che sembrano teli appesi ai rami. Nei mesi primaverili spunta il rarissimo Papavero blu dell’Himalaya (Meconopsis betonicifolia), difficile da coltivare ma ricercatissimo dai visitatori. E per chi ama gli alberi, non mancano gli esemplari arborei come la Cathaya argyrophylla, la Metasequoia glyptostroboides (Sequoia dell’alba) e il Pino Wollemi, tutti considerati veri e propri “fossili viventi”.

Un giardino che non smette mai di sorprendere

I Butchart Gardens non sono solo un parco, ma un’opera d’arte che cambia al cambiare delle stagioni. Che si visiti in primavera, in piena estate o nel silenzio dell’inverno, c’è sempre qualcosa da scoprire. È un luogo che racconta una storia di trasformazione e di bellezza, nato dalla visione di una donna e mantenuto vivo da generazioni di giardinieri e appassionati.

Un altro di quei luoghi che ogni appassionato di piante e giardini dovrebbe vedere almeno una volta nella vita.